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Festa della Biblioteca Mariachiara

Aggiornamento: 25 gen

Enzo Bianchi, in un articolo di qualche anno fa, rinsaldava il valore della lettura come esperienza di vita e capacità intrinseca di comprendere se stessi: «Bisogna desiderare leggere, come si desidera un bene prezioso, perché leggere è una scelta ma anche una ricchezza» (“Leggo” voce del verbo “Vivere”, Avvenire 12/05/2016). Nondimeno tutt’oggi si osserva la stessa dinamica, ma con una perdita vertiginosa del ruolo della lettura nella propria quotidianità. Per questo motivo il 10 novembre 2023 si è tenuta la festa della Biblioteca dell’Istruzione Familiare MariaChiara attraverso un evento promotore della lettura e della parola. Partendo dal Verbum per eccellenza, da cui tutto si crea e ha origine, si è giunti a indagare l’uso delle parole nella storia della letteratura e nella nostra quotidianità.


            Guidati dal tema dell’anno “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”, gli insegnanti hanno sentito l’urgenza e la necessità di condividere con gli studenti il valore di una parola vissuta nella verità piena e che fosse lo strumento per un’interiorità ricca. Prezioso è stato il discorso introduttivo della bibliotecaria Isabella Lusuardi che ha aperto la giornata ricordando la straordinarietà dei mondi descritti dagli scrittori che raccontano in modo autentico anche particolari della nostra vita.


            Le attività svolte durante la mattinata scolastica sono state numerose e, attraverso una ricca e vivida partecipazione, hanno permesso agli studenti di sperimentarsi in una  vera e propria bottega contemporanea. La mescolanza dei diversi mestieri e il ruolo assunto dalla parola nella varietà delle attività proposte hanno permesso di vivere appieno una mattina all’insegna dell’amore per la Parola. Come in una bottega medievale si è apprendisti di un lavoro e in continua sperimentazione, così a scuola si è vissuta la stessa esperienza attraverso diversi luoghi fisici. Le aule sono state lo spazio attraverso cui è stato possibile dare corporalità alle parole; le tende hanno permesso di dare peso alle sperimentazioni verbali; infine, ricordiamo la Wacky, centro operativo dell’Associazione Ottotipi, ossia una roulotte piena di libri, formule letterarie ed esperienze linguistiche. Per dare ragione di ciò, a ogni studente è stato consegnato un passaporto in cui inserire i timbri delle attività svolte per far comprendere loro l’impossibilità di contenere ogni sapere, ma la bellezza di essere maestri di alcune discipline scelte.



       Guidati dall’Associazione Ottotipi, gli studenti hanno compreso meglio cosa sia un genere letterario e in quali categorie sia possibile inserire un libro. In seguito, sono stati magistralmente guidati verso il potere evocativo della parola e la possibilità di renderla una forma concreta. Hanno preso parte alla dimostrazione di come sia possibile affettare un libro tanto quanto si è abituati a chiedere un etto di prosciutto cotto al banco salumi; hanno potuto adottare una parola in disuso come se fosse la cura alla malattia invisibile della povertà linguistica; infine, è stato permesso loro di sperimentarsi con la punteggiatura  per dare un peso alle parole che contano. In modo simile alcuni insegnanti hanno condotto dei giochi letterari con alcuni gruppi di ragazzi attraverso una caccia al tesoro, rebus linguistici, giochi di società e tramite la resa artistica dalla lettura di “un libro affettato”. Inoltre, Angela Mainini ha guidato gli studenti verso una lettura espressiva dei testi letterari e Patrizia Garofalo ha mostrato agli studenti come il corpo possa partecipare della forza linguistica della parole.



            Per gli alunni è stata l’occasione di conoscere e apprezzare meglio il dono della parola e interrogarsi sugli usi applicativi che ci possono essere nella vita di ciascuno. Ogni voce ha un peso specifico e un significato proprio che se si analizza in un contesto scolastico, si rinvigorisce però nella vita quotidiana. L’invito è proprio quello di non lasciare che la propria quotidianità diventi terra bruciata.

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